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SalMessina
Pitture - Fotografie - Poesie - Altro...

A lui pari
 
 
Era un uomo
come tanti a lui pari
Era semplice
come tanti a lui pari
Il cuore avea pulito
significante
Era un uomo semplice
pulito

Era mio Padre




Frattale di SalMessina


Fino a quando
l'ultimo verme si dibatterà
per la vita
io non mi reputerò mai
completamente morto.

Di SalMessina



Papavero. Foto di SalMessina


Oggetto:richiesta di annullo bettesimo.

Al Cancelliere Arcivescovile, Mons. Salvatore Toscano.
 
Prot. n. 476/U/05
 
  In risposta alla Sua del 31 Marzo 2005, Le segnalo,
come da Sua richiesta, laParrocchia dove sono stato
battezzato: trattasi della
Parrocchia di San Placido
sita nei pressi di Via Museo
Biscari, (angolo con Via
Vittorio Emanuele.)
Segue lettera.
 
Con i migliori saluti
Salvatore Messina
 
letteratura
20 marzo 2010
SIMILE AD UN RAPPORTO D'AMORE - (Sal Messina
 
simile ad un rapporto d'amore
estasiato si eleva il mio pensiero
 
dei sogni tanto amati
 innamorato presenzia quel bel mio ramo
fiorito fronteggia cheto
penetra silente
muto scuote dove sentenzia
al miele all'unisono teneramente vibra
 
intanto dalle caviglie al grembo
un brivido serpeggia
è un totem aggraziato dal gusto raffinato mai violento
mai scartato all'unisono bramato adorato
gestito a cuore aperto perché beato
 
è un mito come il pane d'altri tempi
ricco di terra e odor di campo
e tutto intorno s'associano li grilli belli
con abbaglianti li profumi a labbra schiuse
 
non è un concerto all'aria fresca
o sulle onde spumeggianti del mare
sprizzante sabbia e sale e odor di pelle
 
è un inno all'innocenza
puro casto come lo me comanda
 
 
 
 
 
 
 

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sentimenti
4 maggio 2008
Lasciami il tuo sorriso. (Sal Messina)

Quando s'addorme il sole
e in me sorge la notte
lasciami il tuo sorriso

Sai mio bene

Il buio mi spaventa

diari di viaggio
24 febbraio 2008
improvvisazioni montane
 
ho scritto alla montagna
nuovi sentieri
con mughi Botton d'oro e Soldanelle
e sempre al sasso Raponzoli di roccia

muta cade la neve
si posa si riposa eppoi si sciogle
 
veleggiano i silenzi
le brezze rinfrescanti
le nebbie gocciolanti grigio perla
si ammantano le valli coi boschi a monte
a tratti l'alpe rifiorisce
sconfinano gli spazi
i sogni gli occhi miei
 
coi vecchi amori
rientro i miei ventanni
le alte crode a precipizio
gracchiante é un vecchio corvo
le mani al sangue da leccare
 
un pane caldo
e un nuovo mese da salvare

(Sal Messina) 
 

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fotografia
24 febbraio 2008
Giorno di mercato a Schio (Vicenza)

 
Giorno di mercato a Schio (Vicenza) Foto di Sal Messina


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fotografia
24 febbraio 2008
L'amico Stefano in arrampicata libera.

 
L'amico Stefano in arrampicata libera.


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fotografia
23 giugno 2007
Dei figli miei. Voce di Adriana Novello
 Dei figli miei

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30 marzo 2007



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30 marzo 2007
di stracci vestita

Grande aquilone. Acrilico di SalMessina


nel grembo
la madre  di stracci
la stringe negli occhi
e non trema la piccola mano
di pezze guarnita
 
stanco il suo braccio di ghiaccio
tendente a ricevere un soldo
 
non porta rancori
la donna miseria
di clero vestita

l'incenso spumeggia nell'aria

il mondo giocoso
è nello sguardo innocente
della bimba ora al seno
 
intanto il cavallo galoppa
traccia sentieri
verso altre diverse chimere
 
 



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13 agosto 2006
Di Edoardo Gracò.

Dal libro

“Ho attraversato l’Inferno”

(secondo volume)

Di Edoardo Grecò

 "Viaggio per lo Ignoto mondo"

 

Lo mietitore

Con falce e manto nero,

né ha già bussato alla mia porta,

è dice che:

lo posto, per mè,

nello ignoto mondo

è già etichettato;

quindi,

di lesto,

dovrò pagare

lo tributo

per di salir sulla carrozza,

che mi porterà

in viaggio buio e lungo.

 

Né ho provato

Il dire a lui, che:

non sono pronto,

ma...

di alterato modo

ne accenna a scatti,

che non si può rifiutar proposta fatta,

quando lo è di già pianificata

a monte;

pagar mi toccherebbe comunque,

lo dovuto PIZZO allo potente,

per l'occupato suolo

che ne ho fatto in terra,

e non certo lo denaro

lui ritiene buono,

ma...

vuole:  patimenti e stenti,

armati di dolore,

battersi con mè

e far valer sua forza.

 

Lo tentennar

Né faccio (ormai da tempo):

di gamba scarna e mente assai di stanca,

di certo perderei battaglia

già in partenza;

che fare dunque

di fronte a di scontato evento ?

Penso:

né sia di meglio rilassar lo corpo

e l' Anima

raccomandarla

a "DIO"

!!

 

L'energia

Di mia carne,

né andrà di forza

a chi rimane

in

"TERRA"

!!!

 

Edoardo Grecò




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9 luglio 2006
"FineEcclesia" - "La fine della Chiesa" di Ennio Montesi.


Ennio Montesi



La Spagna è la prima nazione il cui governo esce dall’influenza teocratica della Chiesa
di Ennio Montesi
:
A Valencia niente messa solenne per il premier Josè Luis Zapatero. E nemmeno per il vicepremier Fernández de la Vega. Telecamere e riflettori di mezzo mondo erano pronti a immortalare l’evento, ma hanno immortalato un bel “no” sparato come un pugno in faccia alla Chiesa cattolica. Storico evento. E’ il 9 luglio 2006 e.m. (era moderna), data che ricorderemo per sempre nei secoli a venire. Il 9 luglio 2006 segna l’inizio della “FinisEcclesia” la “Fine della Chiesa”. Per la circostanza serve un neologismo tutto nuovo da introdurre nel lessico della lingua “FinisEcclesia” appunto. Lo coniai tenendolo appuntato nel taccuino e non avrei mai pensato di poterlo usare e diffonderlo così presto in data 9 luglio 2006 giorno in cui scrivo anche questo articolo. La data verrà un giorno ricordata nei libri di storia delle scuole di ogni grado e di ogni nazione e nei calendari come il giorno in cui la Chiesa cattolica iniziò il suo percorso discendente, la sua fine, scomparendo da tutti i paesi. Ormai è un drago ferito a morte. Sì certo potrebbe riprendersi, ma non ha più tempo e dovrebbe dare tante di quelle risposte all’umanità che farebbe prima a chiedere al suo “datore di lavoro” di mandare giù un diluvio universale per sterminarci tutti.
:
A Valencia la potentissima e bene oleata macchina politica del Vaticano ha fallito. Sta di fatto che la Spagna, uno tra i più importanti e rappresentativi paesi dell’Unione europea, ha detto “no” alla Chiesa cattolica.
:
Grazie Zapatero!
:
Zapatero ci hai dimostrato che cos’è uno Stato laico. Il tuo gesto è molto di più di un “non andare a messa”. Chi ha la testa per ragionare ha capito, eccome. Grazie Zapatero, il tuo “no” è anche un invito democraticamente alto rivolto agli altri Stati europei di fare altrettanto per difendere la propria laicità sociale e autonomia politica. Grazie Zapatero per aver determinato e scolpito la data storica della “FinisEcclesia”: 9 luglio 2006. La Spagna è la prima nazione il cui governo esce dall’influenza teocratica della Chiesa.
:
Ennio Montesi
per scrivere all'autore il suo indirizzo mail è nel sito: 
 
:
Questo testo è in regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e incoraggiata
purchè l’articolo sia riportato in versione integrale, con lo stesso titolo,
citando il nome dell’autore e riportando questa scritta.
:
Nella foto, lo scrittore Ennio Montesi
:
 
 
 
Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni
Movimento Internazionale di Libero Pensiero
leggi le news anche degli altri mesi:
per aderire e informazioni:
tel. +39 3393188116
 



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13 giugno 2006
Di Renato Milleri (Remil):Il venditore di storie.
Mentre ricordo, commosso, il mio caro amico Renato ora non più. allego questa Sua poesia.


IL VENDITORE DI STORIE

Di: Renato Milleri (Remil )
( Prosa Poetica)


Se ne stava tranquillo
come un giorno di Natale.
Seduto per terra fumava
fumava
e faceva grandi anelli di fumo.

"Ecco i cerchi,
 i grandi cerchi della vita.
Qui dentro vivono le mie storie.
 Io le vendo, signori,
 anche per un sorriso"

Era un venditore di storie
come ce ne sono tanti.
Aveva i capelli lunghi,
molto lunghi,
ed anche la barba era lunga.
Non piangeva
ma soprattutto non rideva.
Non aveva voglia di ridere,
guardava solo il volto
e poi gli occhi dei passanti.

"Sono un venditore di storie, diceva,
 chi le vuole?
 Non abbiate paura di me,
 non faccio del male a nessuno io.
 Sono un uomo,
 non sono la vostra coscienza
 e nemmeno vostro padre.
 Io vendo storie,
 storie vere s'intende,
 ma anche possibili.
 Ne ho per tutti i gusti,
 posso farle  su misura
 perché conosco il segreto
 dei vostri desideri.
 So come siete fatti
 e quello che pensate.
Conosco le vostre donne
quando sono femmine.
Conosco le vostre paure
quando perdete una battaglia
od una guerra.
Io vendo vita, signori,
non fumo
come i quotidiani che leggete"

Il venditore di storie
s'era chinato come se soffrisse,
prese a tossire e a ridacchiare
e si accendeva una sigaretta dopo l'altra.
Sputava ora a destra ora a sinistra
ed anche al centro della strada
nonostante la gente
avesse cominciato a pressarlo.
Si leccava
due grosse piaghe sui polsi,
le vene del collo sembravano corde
e gli occhi due ferite.

"Guardatemi,
 queste sono ferite che non fanno male.
 Sono ferite d'amore
 che voi non potete conoscere
 poiché non potreste sopportarle
 e morireste.
 Ma non racconterò questa storia
 perché è la mia
 e il prezzo che chiederei
 non potreste pagarlo.
Vorrei raccontare invece
di chi seduce le vostre mogli,
di chi modifica il cervello
degli uomini sulla terra,
di chi distrugge i vostri figli
penetrando le loro menti
per renderle qualunquiste
e mai appagate.
Le mie storie, signori
vivono l'aria
di queste vostre città malate,
 l'aria d'impossibili felicità
che vi giocate al gioco della fortuna
ogni giorno
perché sempre
volete qualcosa di più.
Quanto tempo sprecato in piazza
in 100 in 1000 in 10.000
perché soffrite l'aria
dei vostri vuoti
dei silenzi rappresi
del vostro essere niente
in queste città
che avete reso insane
dove muoio ogni giorno
come uomo ridotto
ad unità produttiva
senza più anima
e senza più significato.
E' troppo alto
 il prezzo del coraggio
per fare come me
che ho abbandonato tutto
per venire a morire qui
tra voi
per raccontare le storie
che dovrebbero farvi tremare
 la mente e il cuore"

Le sue parole erano divenute gelide
come l'inverno
e sembrava aspettare un cenno.
D'improvviso cacciò un urlo
e s'accascio' al suolo.
Aveva sulla bocca
una piega amara
e sul volto una maschera
di sangue e fango.
Tutti fuggirono,
solo un bimbo
con una pietosa mano
piena di speranza
accarezzò i suoi lunghi capelli
e restò accanto
al venditore di storie
steso
agonizzante
insanguinato come un vitello
colpito quasi certamente ad una tempia
da un sasso
al centro d'una piazza
di una grande città
 in un giorno d'inverno
dell'anno che più vi piace.

Renato Millèri - Remil (da «La nostra cttà violenta»)
Remil
_______
Ciao, Renato, dolcissimo Amico mio...
sal



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12 giugno 2006
Dal libro di Edoardo Grecò. Ho attraversato l'inferno volume 2°

                                                       
Personaggio. Opera di Edoardo Grecò


"Essenza d' OMO"

Tu,
OMO,

che di quadrante ciclo
nè fai presenza in TERRA,
movi lo tuo corpo
da Umano camminante,
ma...
Non di rotta tieni
per alcuna meta,
se non di TUA rotta fine
in TERRA.

Non da POLVERE
venisti in vita,
ma di ACQUA densa in seme,
germoglierai,
per poi, appassir di secco
e in polvere volare per i cieli,
dove,
di ARIA ti muoverai in ciclo,
per poi,
perir nello eterno FUOCO.

Questo ne ho detto
e altro pur ti dico:
OMO

non sei nulla
!!!

Edoardo Grecò




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7 giugno 2006
Di Edoardo Grecò. "Pensiero erotico".

Foto di SalMessina


"
Pensiero erotico"
(di Edoardo Grecò)

Tenera,
la carne tua
reclama sesso !!
Ansiosi brividi,
minuzioso sudore, in goccia stilla,
traspare di tua goduria in pelle.
 
Seduta,
di formicolio in gamba
ti atteggi ad' Avida di carne
e mostri di sguardo
lo profondo tuo calor di donna,
che ancor
ne stenta lo esternar di acerbo
e maturar ne vuol di misto impasto
con "OMO"
assai di tosto
in NERVO
!!
 
Lo dentro tuo
ne brucia da VULCANO sordo
e allo contatto della carne calda,
esplode in' un grandioso
"URLO"
per dimostrar la tua
GODURIA IMMENSA.
 
Tenera,
la carne tua
assaporar vorrei, di spesso,
con lo mio
"DURO"
!!!
 
Edoardo Grecò



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31 maggio 2006
Di Edoardo Grecò:"Ho attraversato L'Inferno"


Opera di Salmessina - Anno 2006
Interpretazione dei sotto citati versi di Edoardo Grecò
dal libro "Ho attraversato L'Inferno"Secondo volume.

Ombra,
che di mio sogno
ne rivesti essenza,
perchè nello vero non ti mostri al sole
e dello inganno ne cessi lo tuo spasso ?

Perchè da sempre
mi segui di misterioso passo
e quando mi giro, tu,
ti trasformi
di sembianza buffa
e pur ti nascondi
dietro la mia scarpa ?

Perchè,
OMBRA,

tu schivi lo mio afferrar di mano
e impotente rendi,
lo mè,
Omo in carne ?

Forse ne aspetti
da sciacallo,
li miei resti in morto ?

Se così ne fosse,
cosa ne farai della mia carne sfatta,
se non di buona lo è da viva ?

Forse lo vivo d' Omo
non sta nella carcassa,
ma nell' ombra che ne racchiude essenza ?

Reclami dunque
lo tuo potere in sorte
e aspetti di beccarmi in fallo,
per saziar quanto ne brami ?

Anche se questo
a corto ne succede,
sappi che:
Pure tu
di "OMBRA"
dietro
avrai !!!

Edoardo Grecò














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28 maggio 2006
Vaticano infiltrato nel potere.

Il Vaticano si è infiltrato nel potere d’Italia e di molti altri Stati

di Vittorio Giorgini
:
Sempre più in questi ultimi tempi, va sviluppandosi una discussione che ha però i caratteri, se non di una guerra, certo di una lotta tra la crescente interferenza del Vaticano – con tutto ciò che rappresenta – e quella esigua parte della società civile che a questo si oppone. E’ certo lotta difficile in quanto lo stato della Città del Vaticano, proprio come i paesi colonializzatori di buona memoria, si è infiltrato nei meccanismi del potere di molti Stati ma in modo particolare in quello italiano, nel quale ha trovato la sua sede e dove ha messo le sue radici ormai da secoli. In Italia lo Stato Vaticano gode, non solo di grandi e ingenti proprietà immobiliari e territoriali, ma anche del beneficio di una fortissima influenza culturale come, per esempio, tutta la toponomastica, segnando il territorio con nomi di santi, di spiriti santi, di SS. Annunziate e Santi Sepolcri, etc. etc. imponendo la propria dimensione linguistica nel costume comune. Non parliamo poi dell’architettura che ha riempito borghi, campagne e città, di chiese, cappelle, cattedrali e della pittura che si è appropriata di tutto il visuale così come anche la scultura visuale, sacra, immaginaria, illusoria, mistica, sottraendo l’importante testimonianza della vita della popolazione mostrando soltanto l’aspetto del sacro. Per non dire poi anche della letteratura e gran parte della musica. Il Vaticano si è anche appropriato della morale e anche molti laici dimenticano che la morale di cui le chiese si sono impossessate è derivata dall’esperienza civile e fissata in norme e leggi comuni. Poi, con il tempo, le trasformazioni dovute alle successive vicende hanno obbligato le religioni a rinnovarsi.
:
La storia ci insegna che, con il progredire della conoscenza dai tempi più primitivi, anche il pensiero si è “evoluto” e che è proprio questa evoluzione che ha trasformato le religioni. Le società primitive e le loro divinità sono oggi considerate barbariche con le loro superstizioni e simboli. Anche la Bibbia, nei suoi Testamenti, ha subito cambiamenti proprio in seguito alle suddette evoluzioni, infatti analisi ed osservazioni oggettive dimostrano chiaramente come l’eresia cristiana del giudaismo altro non sia che di derivazione pre-socratica e post-socratica con tutte quelle influenze di tipo dionisiaco, suffista etc. con molte tracce delle sue precedenti radici (molto prima della radici giudeo –cristiane).
:
Possiamo dire che la paura della morte e dell’incomprensibile – i cosiddetti “misteri” – hanno generato i concetti di punizione e sacrificio, evidenti figli della paura. Già dalla Genesi (cosmogonia), di tipo post-artigiano (la scultura di argilla), si capisce il desiderio di soggiogazione della natura:
:
E dio creò l’uomo a sua immagine… maschio femmina li creò… e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra, soggiogatela e abbiate potere sui pesci del mare, sui volatili del cielo e su ogni animale che striscia sopra la terra” (Genesi 1, 27- 28).
:
Ma con questa soggiogazione lo sfruttamento viene anche il ricatto e la successiva punizione come:
:
Poi il Signore Iddio diede all’uomo quest’ordine “Tu puoi mangiare di ogni albero del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai, perché il giorno in cui ne mangiassi, di certo moriresti…" (Genesi 2, 16-17).
:
Ne sono testimonianza la punizione di Adamo ed Eva allargata a tutta la loro progenie, il sacrificio di Isacco, scongiurato all’ultimo momento, il diluvio universale nel quale un dio vendicatore non solo sacrifica il genere umano ma anche tutti gli animali e le piante, come anche Sodoma e Gomorra e infine la strage degli Innocenti per salvare quell’unico figlio che, a sua volta, avrebbe salvato il genere umano sacrificandosi su quella croce che in seguito avrebbe fatto versare tanto sangue. Quest’ultimo sacrificio rappresenta il massimo paradosso della nevrosi sacrificale in quanto un teologo non riesce a spiegarci, in maniera sufficientemente logica, il sacrificio del figlio che, essendo padre nell’unità della Trinità, uccide se stesso nel figlio, raggiungendo l’olocausto finale della nevrosi suicida come esorcismo della paura della morte. Vogliamo anche far notare che fra i tanti insegnamenti del sacrificio della vendetta e del terrorismo vi è l’atto del Kamikaze (seppuku), proprio dei Giapponesi, ma la prima volta che lo incontriamo scritto nella storia è appunto nel vecchio testamento dove si legge: Sansone disse: "Che io muoia insieme con i Filistei!». Si curvò con tutta la forza e la casa rovinò addosso ai capi e a tutto il popolo che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita" (Giudici: 16-30).
:
Queste storie e tante altre ci convincono di come le paure primitive abbiano creato potenze e divinità alle quali sacrificare numerosissime vite, documentate dagli studi antropologici ed etnografici. Queste considerazioni dovrebbero portarci a capire che le religioni non sono d’aiuto alle ansie e alle paure di una povera umanità ma rimangono quello che sono: un morbo endemico.
Da molto tempo, in alcuni paesi più evoluti, si è cominciato a capire come le religioni - in quanto diverse le une dalle altre anche se con punti in comune – siano il prodotto del pensiero umano nel suo sviluppo ed appunto per questo, diverse nelle loro epifanie, ma uguali nella loro struttura profonda. Si spiegano in questo modo il fiorire di affascinanti cosmogonie poetiche ierofanie, tanto poetiche che ogni persona di buon senso dovrebbe modestamente ammirare i misteri del cosmo, ma sorridere di tutte queste telenovele dedotte per ignoranza e paura, facilmente sfruttabili dal potere. Anche la storia dell’anima, base di tutte le religioni, dalle primitive alle attuali, ha origini volutamente dimenticate. Nell’antichità, mancando di tutte quelle conoscenze che si sono accumulate nel tempo, quando nasceva un bimbo, se non respirava, non viveva, così come quando durante la vita cessava il respiro, si era morti.
Ecco che i primitivi si sono inventati, con logica protoscientifica, questa idea della “linfa vitale”, che attraverso il respiro trasmetteva la vita . Questa idea dell’intervento sacro nella produzione della vita venne appunto definito con termini che, anche in lingue più antiche, riportavano sempre al concetto di vento, ventilazione. Più tardi si chiamerà “Pneuma” per i Greci, per i Latini “Spirito”, “Animo” le cui etimologie tutte provengono dal vento.
Questa osservazione e la logica implicita, ha reso questo concetto dell’anima comune alla totalità dei gruppi primitivi, non appena si sono appropriati del linguaggio e quindi di un barlume di pensiero. Ancora un esempio che va ad aggiungersi a tanti altri aspetti del pensiero del sacro e del teologico, che tanto logico non sembra essere, in quanto frutto di deduzioni dovute a osservazioni, in cui i primitivi davano dimostrazione di grande intelligenza scientifica, ma trattandosi di pensiero pre-scientifico, non convalidate da mezzi di sicura verifica.
Ma, visto che la consuetudine mette radici durature, accade che spirito e anima siano stati reificati a tal punto che la loro esistenza è diventata un assunto, comunemente accettato anche dai non credenti.
Quanto brevemente accennato fin qui, vuole richiamare l’attenzione sul fatto che, fin da tempi antichissimi, si sono prodotte opinioni illusorie e soggettive che hanno causato pregiudizi ideologici e quindi discriminazioni razziali che a loro volta hanno scatenato crimini efferati, guerre e genocidi di intere popolazioni. E’ stato detto che le cause di quest’ultime fossero economiche ma ciò è vero solo parzialmente.
:
E’ tempo di chiarirsi meglio le idee, iniziare a rivedere la nostra cultura e trovare il coraggio per rinnovare il nostro pensiero. Occorrerà liberarsi da miti, leggende e superstizioni primitive e dalla loro immanenza dogmatica.
:
Le chiese traggono il loro potere dal plagio esercitato dal loro insegnamento. E’ giocoforza liberarsi dalla loro egemonia culturale confrontandosi con i misteri della natura in modo più modesto, con lo studio, l’analisi e la ricerca, che ci consenta una poetica libera da ogni sorta di leggenda pretestuosa, che ci permetta di riappropriarci della poesia, dell’ammirazione e di quel rispetto dovuto alle “cose di natura” e quindi all’ambiente che ci sta intorno. Altro che radici giudeo cristiane. Per ottenere questa nuova coscienza, serve una comprensione della storia, dello sviluppo scientifico, della conoscenza dello sviluppo delle idee religiose e quindi delle religioni, senza premesse ideologiche o fideistiche, ma con distacco e analitico rispetto da queste.
:
Nel chiudere vorrei ricordare che ai profani la conoscenza è proibita. Ancora prima della proibizione del frutto dell’albero della conoscenza, nella genesi ebraica, (che è religione recente) in periodi o società più arcaiche, sciamani, stregoni, magi, maghi e i sacerdoti (per non parlare di demiurghi, oracoli, veggenti, astrologhi, chiromanti fino agli imbonitori televisivi) erano questi gli unici ad avere accesso ai misteri del sacro, che ai profani erano impediti pena la vita!
:
Poi però sono stati i religiosi a voler beneficiare per primi dei prodotti delle scienze dovuti agli studi, alle scoperte fatte dai profani a rischio della loro stessa vita.
:
Vittorio Giorgini
tel. 0552382882
via della Chiesa 62
50125 Firenze
:
L’architetto Vittorio Giorgini è autore di molti libri e studi di architettura, l’ultimo suo studio è pubblicato sulla rivista “Arca” di maggio 2006. Giorgini è autore del libro “Le religioni plagiano – Lettera agli intellettuali” che si può ricevere gratis in formato word richiedendolo a: axteismo@yahoo.it
:
Nella foto, l’architetto Vittorio Giorgini (al suo 80esimo compleanno a Baratti)
 
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11 aprile 2006
Pensiero del giorno di Edoardo Grecò
Pensiero del giorno:
 
Se desiderio ultimo,
mi fosse di concesso,
vorrei di telepatico diffonder mio pensiero
filtrando quelli impuri,
che spesso
l'Omo in terra
di scorie porta dietro.
 
Di altro,
ancor di più, lo povero vorrei di fare,
per non alzar di grado in lorderie Umane.
 
Se poi....  potessi ancor di azzardar richiesta,
verrei veder l'Umano nelle sue vera spoglie
ed accertar,  se mio parente sia !!
 
-----------------------------
 
 
"Impasto alfabetico"
 
Le parole son fatte
d' impasto  d'alfabeto,
che in semplice
ne fanno la
"Magia"
di
far suonar per l' aria
e pur
di scritta in carta,
quanto ne pensa
l'Omo
e ne tramanda in sorte.
 
Di belle,
brutte e torte,
melodiche e serene,
parole usa
l'Omo,
per ingannar la vita,
anche se
poi.....
l'inganno cade
a suo difetto e danno.
 
Di spesso,
pure ne venta forte di corrente,
di pugigliosi detti
che nello suo vibrar
diventan fatti veri;
forte lo è di urto
per chi con sua carne avverte.
 
Se pur di suo verso dritto,
ne fu messo in lista
l'elenco d'alfabeto,
c'è sempre chi riesce
ad'arrufarlo in misto
e non trovar più coda
nemmeno il capo verso;
così, nel panico,
balbetta frottole,
per ingannar se stesso,
come ne fa politico
nell'impastar parole.
 
Vorrei
capirci assai
e decifrar parole,
per di scoprir lo vero
che fa
"MISTERO"
in
"OMI"
 
Edoardo Grecò



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6 marzo 2006
Pasqua, ovvero:"La strage degli innocenti"!!!
agnellino

colomba

L'agnello viene trascinato fuori dal gregge. E' piccolo, bianco e indifeso. All'inizio il cucciolo tenta una flebile resistenza: punta le zampette e cerca di non muoversi. Ma è solo un cucciolo e la sua lotta per la vita è subito sedata. L'uomo lo afferra e lo ammazza con un taglio netto alla gola. Poi il macellaio si volge ad un altro agnellino. Si avvicina e allunga le mani per afferrargli la testa. Il piccolo comincia a tremare, immobilizzato dal terrore. Ha visto il suo simile rantolare nel sangue e ha capito che ora è il suo turno. Non oppone nessuna resistenza. La rassegnazione di un essere conscio che non potrà mai avere aiuto da nessuno. Il coltello affonda nella tenera carne e il cucciolo si lascia morire senza nessun belato. Altri agnelli e capretti assistono impietriti alla scena. L'odore acre del sangue entra nelle narici rosee e l'orrore della morte violenta invade i piccoli corpi. Qualcuno bela disperato, altri tentano di fuggire, altri ancora si stringono fra loro alla ricerca di conforto e protezione. Un capretto si appoggia al muro tremante, quasi volesse sparire all'interno di esso. Gli occhi sbarrati dalla paura, mentre l'uomo lo afferra per il collo e lo trascina fuori dal recinto. Il colpo alla gola non è riuscito bene. Il capretto si dibatte urlando e rantolando mentre il sangue invade la bocca spalancata nell'ultimo grido mortale. Ci vuole ancora qualche minuto prima che la bestiola possa lasciare la vita...minuti che sembrano eterni..........
Sono cuccioli, nati per morire in una stagione che celebra la rinascita della natura. In onore di una festa in cui si parla di resurrezione e speranza.
Quale ignobile controsenso!!!  
Una strage di innocenti il cui grido di paura è simile al pianto di un bambino. Eppure davanti a questi cuccioli non esiste pietà, ne compassione. Presto sarà di nuovo pasqua. Si dia inizio al massacro sotto la benedizione di Dio..........

Tratto da: www.bairo.info 
Postato da SalMessina


Agnello ammazzato, ovvero:Agnello di Dio che togli
i peccati del mondo???



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4 marzo 2006
Dal sito: www.bairo.info - L'infame vivisezione.


Un coniglio vivisezionato nel nome di una falsa "scienza"





 Egregi signori

E' necessario in tempi in cui la vivisezione ha affermato la sua antiscientificità, la sua inutilità, la sua cruda superficialità (e i vili interessi che la sostengono) aprire un nuovo laboratorio per torturare innocenti?
E' etico, in tempi in cui la coscienza avrebbe bisogno di  bagni nel Giordano, coltivare la crudeltà?
E' scientifico, in tempi in cui  metodi alternativi avanzati, senza l'uso di animali,  vengono sostenuti e promossi e sono nate  istituzioni in Europa e in Italia (IPAM) per promuoverne l'applicazione?
E' lecito che ancora l'uomo in nome di una civiltà malata, di una solidarietà a senso unico, continui a mandare all'ammasso il proprio pensiero razionale (gli animali sono diversi),  la propria capacità di giudizio e la propria integrità morale?
No. Non è necessario, nè etico, nè scientifico, nè lecito coltivare quello strumento di tortura e di morte chiamato vivisezione, applicato su creature vive e indifese solo perchè sono di una specie diversa dalla nostra.
L’Unione europea, infatti, ha chiesto alle aziende che operano in questo campo di riunirsi e trovare assieme dei metodi alternativi ai tanto discussi test che ogni anno, nel solo Vecchio Continente, condannano a morte qualcosa come 11 milioni di animali. La prassi, ormai consolidata, può essere abbandonata grazie ai passi da gigante fatti dalla tecnologia moderna (Bruxelles,  7 novembre 2005, "Promozione di metodi alternativi ai test su animali").
I dirigenti del sito Fondazione Humanitas, moderno sepolcro imbiancato, dichiarano ipocritamente, tacendo tutta la verità che: " Vogliono contribuire ad umanizzare di più l'ospedale, per farne una struttura aperta. Vogliano che ogni persona, dal malato alla sua famiglia, dal medico all'infermiere, dai tecnici agli assistenti, fino ai volontari, sia impegnata come protagonista attiva, per vivere e far vivere in modo più sereno il confronto con la malattia". Naturalmente tutto questo anche se le loro mani sono sporche del sangue degli animali tagliati, spezzati, invasi, avvelenati, bruciati e ancora tante e tante altre brutalità da non aver parole nè immagini adatte per descriverle.
Come può da un seme orrendo nascere qualcosa di buono? Non può.
Infatti la nostra società  viene educata alla brutalità anche da questo tipo di persone, avvezze alla manipolazione della vita, ad accettare ogni aberrazione pur che si possa mascherare con le parole "sante" dell' umanità.
Noi ci opponiamo con forza, chiediamo un'umanità  a 360 gradi.

........................GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 



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3 marzo 2006
PROTEGGETE I VOSTRI FIGLI DAI PRETI CATTOLICI PEDOFILI
Proteggete i vostri figli
dai preti cattolici pedofili

Negli ultimi 20 anni migliaia di preti cattolici sono stati condannati nel mondo intero per abusi sessuali su minori o per pedofilia, a volte con la protezione dei loro vescovi.

Questo rappresenta soltanto la parte visibile dell’iceberg perché, per ogni prete condannato, si può supporre che decine di altri preti cattolici continuino impuniti le loro attività pedofile.

Ecco perché il Movimento Raeliano ha creato l'Associazione per la Denuncia dei Preti Cattolici Pedofili (NOPEDO).

Noi incoraggiamo coloro che fra voi hanno subito in gioventù degli abusi sessuali da parte di preti cattolici e non hanno mai osato parlarne, a chiamare questo numero gratuito.

Degli specialisti, in modo del tutto anonimo se lo desiderate, avvieranno in vostra vece i procedimenti legali inoltrando alla giustizia richiesta di importanti indennizzi finanziari.

 
• • •
 

Proteggete i vostri figli dalla
pedofilia, non inviateli più al catechismo

Essendo i rischi di abuso sessuale da parte dei preti cattolici statisticamente molto superiorI che nella popolazione normale, mandare i propri figli al catechismo è assumersi un inaccettabile rischio di esporli alla pedofilia.

 
• • •
 

Misure efficaci contro la pedofilia

Noi chiediamo al Governo Italiano di prendere delle semplici misure per provare alla popolazione che è realmente interessato a risolvere questo grave problema. Chiediamo in particolare che i corsi d'educazione sessuale contengano un capitolo sulla prevenzione della pedofilia, includendo la distribuzione del numero di telefono gratuito della nostra associazione che i bambini potranno chiamare se si sentono vittime o in pericolo d'abuso sessuale.

Noi reclamiamo che un corso specifico di prevenzione della pedofilia, messo a punto da psicologi specializzati, che includa questo numero telefonico, venga offerto ai bambini, fin dai loro primi anni di scuola per insegnare loro a proteggersi dagli abusi sessuali.

Ed insistiamo perché questi corsi si tengano prioritariamente nelle scuole cattoliche, ambiente che, come abbiamo visto, è ad alto rischio.

Aiutateci a proteggere i vostri figli !

RAËL
Fondatore di Nopedo
Fondatore e leader del Movimento Raeliano.

RAEL FA IL PUNTO
La giustizia Belga ci ha condannati a ritirare dal sito la frase "delle migliaia di preti cattolici"...... proponiamo di rimpiazzarla con " delle decine di migliaia di preti cattolici"..."...Stima rivista in rialzo...viste le recenti scuse ufficiali del papa stesse sul soggetto. Non ci importa della Giustizia Belga e la verità continuerà ad essere proclamata su questo sito, qualsiasi sia la decisione di questa parodia Giustiziaria che fa domandarsi se non avrebbe per caso dei magistrati belgi complici dei preti cattolici pedofili e che cercano di proteggerli?
E' al pubblico Belga di fare queste domande....."




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2 marzo 2006
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA

Ecco l'Italia degli assassini !!!
SalMessina
__________

LIBERO

2 MARZO 2006

 

Lettere

DIRITTI DEGLI ANIMALI

 

Per sfruttare al meglio le pelli delle volpi si possono mettere due barrette metalliche, una in bocca, l'altra nell'ano della bestiola e poi, tenendola viva, farle provare la gioia delle scariche elettriche. Per i pulcini, le cui uova si sono dischiuse troppo tardi, provvede la trituratrice. Tutto ciò è previsto nel Decreto Legislativo n ° 333/ 98 che porta le firme di Scalfaro e Prodi. Si tratta di una norma concepita in Commissione Agricoltura, presieduta dall'on. Pecoraro Scanio.

Alessandro De' Tomai Casalborsetti ( Ravenna)




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2 marzo 2006
Questa violenza gratuita sui cavalli.
LIBERO

1 MARZO 2006

 

Questa violenza gratuita sui cavalli

 

Eh no! Questa violenza gratuita ai danni dei nostri amici equini se la potevano anche risparmiare. Quando ho letto la notizia dei cavalli drogati, 25 arresti, sono rimasto alquanto interdetto, al punto che per qualche secondo non capivo se ad essere arrestati erano stati proprio i poveri cavallini, che erano costretti ad assumere droga e viagra per vincere le gare, oppure i fantini ed i reciproci proprietari. In realtà era un consorzio di fantini, farmacisti e veterinari uniti in coro per fornire quest'allegro cocktail: non per fare il Calderoli della situazione ma credo che una giusta punizione per queste persone sarebbe quella di metterli in una camera chiusa con degli scimpanzè che non vedono una compagna da almeno un anno dopo aver fatto assaporare ai pelosi amici lo stesso cocktail, ma ovviamente sto scherzando. Resta il fatto che queste violenze sugli animali sono inaccettabili perchè se diciamo tanto che anche loro hanno un'anima, non vedo perchè essi debbano essere torturati in questo modo prima di venire macellati. Il cavallo è l'animale in assoluto che è stato, nella storia dell'umanità, il più sfruttato di tutti e questo, unito alla sua intelligenza ed alla sua fedeltà, mi fa arrabbiare ancora di più ed intristire, visto che molti di questi, prima di diventare un asso delle piste hanno riempito di gioia il cuore di qualche ragazzino. Ormai ciò che la scienza scopre per aiutare l'uomo, diventa in poco tempo un'arma; è il caso del viagra che ce lo ritroveremo tra poco in tutte le salse per costituire quella spinta propulsiva che alimenta i processi della vita e li fa diventare più rapidi e produttivi: ma fare impazzire dei poveri cavalli in una corsa verso non so quale traguardo, pompati a dovere da una miscela che deve essere meglio di quella che usano nelle Ferrari, mi sembra una cosa ignobile. Proprio Furia, il cosiddetto cavallo del west, era l'immagine della voglia di vivere, di lottare ad ogni costo, di affrontare con una furia inusitata ogni vento propizio o meno, per accontentare il proprio padroncino: ma nella famosa canzone di Mal dei Primitives, il tenero animale beveva solo caffè, che oltre alla caffeina, non conteneva alcuna droga od eccitante sessuale, che consentissero di spiccare quei famosi salti in aria, andando a raggiungere le stelle del firmamento. Ma quanti cavalli abbiamo assassinato nella storia a causa della nostra esigenza di accorciare il tempo, mentre loro continueranno a nascere ed a lavorare per noi, nella guerra e nella pace, nell'alimentazione e nello sport. Ma almeno i cavalli non avranno mai bisogno del viagra per cause naturali, a meno che noi, impossibilitati ad amare ed esprimere il sesso per nostra debolezza psicologica ed interiore, non cercheremo di consolarci con il vile denaro, la peggiore droga che illude e poi uccide: ma anche in questo caso loro saranno sempre al nostro fianco, con quella fedeltà che non conosciamo più e che proviene direttamente da Dio.

Bruno Russo Napoli

 







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27 febbraio 2006
Di Edoardo Grecò. "La mia favola".
"La mia favola"
 
Di favola,
ne sogno il "Paradiso",
dove li "OMI" vivon spogli dello lordo
e non in veste Umana vantan vitto.
 
Vorrei di lesto lasciar lo "Purgatorio",
dove ne sto scontando li (ereditati) peccati
che di vecchio peso me li porto dietro.
 
Sì, di ogni tanto,
pure sogno di giunger Là,
oltre il confine,
dove lo caldo "INFERNO" brucia ogni peccato
e cenere svolazza per i cieli
senza lasciar di traccia e ne di sogni e Santi.
 
In questo mondo essenza mia
già non fa più presenza
e pur lo corpo movo fra li genti,
passivo,
inerte,
vedo la mia carne inutile e impotente
che nulla può
contro lo sciacallaggio Umano.
 
In vero
vorrei veder la favola,
e lesto lasciar lo purgatorio,
non certo per giunger nello "EDEN" furbo,
ma per rosolar di caldo "INFERNO"
ed evitar che seme Umano si propaghi !!!
 
Lo fui,
su terra,



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letteratura
27 febbraio 2006
La medicina smascherata.

La medicina smascherata

In questo libro, Hans Ruesch, uno dei più importanti esponenti dell'antivivisezionismo, ci svela interessanti retroscena
09-01-2006 - Fonte: libreriauniversitaria.it

Hans Ruesch, Editori Riuniti 2005, pag. 271 - ISBN: 883595620X
La ricerca biomedica è largamente basata sull'utilizzo di animali, con risultati che i media presentano come preliminari a grandi progressi medici.
Sono invece fin troppo reali le conseguenze dannose, e spesso disastrose, prodotte sulla salute collettiva dal fatto di fondare su fragili e ambigue 'analogie' animale-uomo l'iter di sviluppo dei farmaci e la valutazione di rischio di sostanze potenzialmente tossiche. La salute dei cittadini ne soffre, non cosí è per i profitti stratosferici dell'industria chimico-farmaceutica. La critica su base scientifica della vivisezione è stata rilanciata poco meno di trent'anni fa in tutto il mondo dall'opera di Hans Ruesch che è stato tra le piú influenti guide di un movimento che lotta per l'abolizione di questa pratica fuorviante e crudele.

In questo libro-intervista Ruesch racconta la storia appassionante della sua trasformazione da romanziere di successo in critico della medicina e dello strapotere delle multinazionali del farmaco, ricostruisce episodi di ostruzionismo dei media e persecuzioni giudiziarie subite da lui e da altri attivisti in vari paesi. Descrive la dinamica del movimento antivivisezionista internazionale, insidiato sia da debolezze interne sia da tentativi di infiltrazione. Numerosi i personaggi famosi (da Christian Barnard a Maurizio Costanzo, da Indro Montanelli a Peter Singer) che Ruesch ci presenta in una luce inconsueta e rivelatrice.

Aggiunto: January 17th 2006
Recensore:
Gianluca
Voto:
Link Correlati:
Libreria Universitaria




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18 febbraio 2006
Di Edoardo Grecò. Se il Poeta Lennon ha cantato il suo.
Se il Poeta Lennon ha cantato il suo,
io ne canto il mio...........
 
Tutti color che ne an di becco al culo
ne pizzicano la merda dello mulo,
perchè dello lor fetore già ne senton troppo;
lo meglio(ne penson loro) sta nel sentir aroma altrui,
la sì,
ci stà lo pizzicar di becco per impbrattar di meglio
faccia a culo.
Di altro e meglio, ne muovon lorda zecca,
coloro che di corna a punta portan degna
per di grattar, oltre la sua,  pure la pulce altrui.
 
Di meglio, dotti ne dimostran vanto d' intelletto,
nello far veder di lor bravura nello raccontar quanto ne an letto,
ma poi, di veritiero fatto, non an capito un cacchio nello scritto,
poichè di lor principio leggere non serve per capir concetti,
ma per risata fare a "mo" di scemi e palesar la loro taratura.
 
Lo momdo è fatto di chi ne fa di cacca d'Oro, ma...
pure di chi ne fiuta d' insistenza, merda altrui ;
questi secondi, di altro non saprebber di meglio fare
poichè di merda lor son fatti, di parte in più !!!!
 
Questo ne ho detto,
di altro ne lascio a voi fantasticare !!!
 
Io sono,
io vedo,
io sento,
io dico :
sono colui che con schiettezza dice,
quella verità che pochi fa felice !!!
 
La mia firma metto con chiarezza,
poichè vergogna non porta lo mio nome,
e piscio nel sedere a chi ne occulta il suo e ha padroni !!!!!!!!!!!!!!!!!!
 



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7 febbraio 2006
Di Edoardo Grecò. "Socializzare".
"Socializzare"
si, assai bello, lo dialogo con esseri a noi simili,
ma che siano però disposti ad ascoltarci e darci sempre ragione. Ecco dunque, miei cari lettori, questo è quanto, in molti, intendono come dialogo. Addirittura, altra grande parte sono coloro che cercano dialogo su Internet, lo fanno per il piacere di sfogare le proprie assurdità e sparare critiche in modo egoistico e maniacale, ma non vogliono assolutamente affrontare nessun tema specifico di interesse comune per meglio arrivare ad' una intesa fra esseri.

Di mia antica esperienza sul grande mare internet, ho incontrato un gran numero di soggetti, che pur essendo strutturati esteriormente con sembianze Umane, di lor dentro non avevano altro che lo verme, quel verme, che della sua stessa putrefazione si nutriva, emanando (se pur da lontano) lo di lor fetore immondo e pur convinti di essere in profumo, di gran vanesia essere ammirati e ascoltati.

Molti sono gli esseri in sembianze d' Omo, che si impongono al mondo come Scrittori, Poeti, Giornalisti, si autodefiniscono "ARTISTI", convinti che l'Arte sia nello beffeggiare il prossimo, senza mai sforzarsi di affilare bene le orecchie per capire, almeno, quanto viene loro detto. Io, io, io voglio, tizio disse, tizio ha detto che.... questo dunque è quanto di bene sanno dire e fare, di rado si presentano con l'offrire qualcosa di proprio, magari una sola frase propria e proiettata verso il prossimo con quella volontà necessaria per aprire un canale di intesa.

E', ormai, convinzione comune che questo mondo sia una beffa, cosi tale in molti ritengono sia giusto comportarsi e pur si lamentano, riescono a criticare colui che in'alto tira le redini di una Nazione e costruisce grandi cose per l'intera Umanità, lo accusano, lo condannano con le loro insinuazioni piene di "INVIDIA" e di malcontento, come se volessero loro quello che l'altro si è guadagnato con assiduo lavoro e pensando a cose costruttive e non a perder tempo in pettegolezzi beffeggiando gli altri, come ne possiamo ricordare da quel vecchio proverbio che dice: l' asino ha il coraggio di dire che "il cavallo ha le orecchie lunghe".

Dove sta scritto che l' Uomo ha il diritto di distruggere o di appropriarsi dell'altrui operato, oppure di godere a sbafo delle belle cose che l'altro crea ? Pur gettandoci sopra discredito con malvagità e invidia !!!

L'Uomo ha (forse) un solo diritto da vantare: quello di restare in vita per un certo numero di anni, per scontare parte di quei peccati che di sua eredità si trascina dietro , quindi farebbe bene a dedicare maggiore attenzione a questo, per poter prima possibile, saldare il suo debito e non lasciare ai posteri altra lorduria da pulire.

Ne ho sempre pensato che in questo mondo, siamo si, arrivati ad'una immensa diversità di Umani soggetti, che affollano in modo sproporsionato il pianeta terra, ma in fine, questa grande moltitudine si divide soltanto in due categorie: i creativi e i distruttori, i primi sono il cuore dll'umanità, il motore, la linfa vitale, coloro che lavorano, costruiscono tutto quanto necessita per il bene di tutti, pure per le carogne !! I secondi, sono i distruttori, coloro che vivono sull'operato altrui e basano la loro vita sull'invidia, con la rabbia costante e l'accanimento nel volere da altri ciò che non mai di propria volontà riuscirebbero di realizzare, sprecando dunque il proprio esistere nel seminare discordie e accusando i primi, dicendo che questi, troppo posseggono e non gli spetta.

Perchè mai un' Uomo sano di mente e di corpo dovrebbe impegnarsi nel volere ciò che non si è guadagnato ? Sarebbe bene, invece, impegnasse le proprie forze fisiche e mentali, per costruire buone cose per se e per il bene comune, senza necessariamente strisciare dietro l'odore dell'altrui operato facendo nel contempo il parassita !!!

Come si può pensare che il mondo sia in perfetto equilibrio, se ogni giorno vediamo tre persone che spendono e gozzovigliano mentre soltanto una lavora dando involontariamente la possibilità a certi parassiti di distruggere e oltraggiare l'Umana specie ? Lo "ME" dice: "ben venga dunque il diluvio umìniversale" e speriamo che (questa volta) ci capiti un saggio "NOE' " !!!!

Detto questo, altro si, ci sarebbe da dire, ma penso, per il momento ne basti questo, ci sarà occasione per dimenarsi ancora nei meandri di questo doloroso argomento !!




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3 febbraio 2006


Edoardo Grecò




Se la morte è più brutta di cosi, voglio restare vivo !!!
Se la ricchezza non è cosa materiale, allora io cosa sono ?
Nulla tengo, nè dell'uno, nè dell'altro; Forse sarò "Vento" ?
Un caro saluto.   Edoardo
 
Stretto lo posto
attorno a me nè ghiaccia,
l'Orecchio mi assorda dal silenzio
e la mia carne ormai rilassa losso,
non trovo lama per rasar  mio lordo
che nella notte non mi lascia pace.
 
Se lo potente mi concedesse tempo,
potrei scontar di meglio miei peccati,
che ormai di questi tempi
non son più moda.
 
Non mai vorrei di lusso in giacca,
ma di sentir pulito nello dentro
e lasciar di gran sereno questo mondo !!!
 
La croce già mi son di fatto,
fra petto e mente,
nel caso dimprovviso ne sia chiamato
a mlitar fra esseri di nebbia,
che carne più non tengon a far sudore.
 
Bianco,
lo ero,
di candido splendore,
far nuvole di infantili sogni;
tale nè vorrei tornar di lesto !!!
 
Edoardo Grecò
 
 



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26 gennaio 2006
"Edoardo Grecò"
Filosofo, Scrittore, pittore, scultore
(studioso di fenomeni Paranormali e del comportamento degli Umani)
Nato nella regione Calabria, in provincia di Catanzaro.
Vive ed espone le sue opere in Ravenna (Italia) Galleria ArtGrecò,
Gestore, costruttore e ideatore del sito:
 
 
Anno 1991         Anno 2005
 
Di Calabria,
ne porto lo ricordo stanco,
si, quando da bimbo con scarpe mie a tracolla
mi incamminavo fra li boschi,
per giungere in quella scuola elementare
che in freddo e squallido casolare di campagna,
si apprestava lo azzardoso mastro
a far di cenni per lo apprender scritto.
Lo cuore, già per la ripestre via,
ne ansimava affannno e di paura in gran tormento,
nello pensare allo giunger meta e a quanto
pure quel giorno, lo gran maestro, di illustre sua ignoranza,
ne avrebbe fatto di suo godimento dello tirar di mio orecchio
e denigrar li miei scritti, quali di questi e per suo detto,
di altro non servivan, che per lo cesso,
visto lo gran contorto in dicitura.
Non certo ne ho mai saputo, se lo gran dotto
ne avesse in conoscenza libri di Dante o di Petrarca
e ne manco lo "ME" udito mai ne avevo di codesti
nomi, ma lo certo era lo mio scriver torto,
che pure ancor per mano tengo e mi accompagna in torte diciture
che dello "OMO" scorgo e narro.
Vorrei dunque,
narrar di bono, quanto di terra mia
(ormai lontana) ne sogno e ne vorrei veder di bello,
ma lo mio antico soma non tiene più li attributi santi
che mi trattengono in terrena vita.
Se per lo caso,
lo grande padre sopra a noi potente,
me ne concedesse rivenuta in terra,
ne chiederò consenso di atterrare in piazza a mio paese
di Calabria antica, per far vedere a li genti che son tornato
e pronto sono ad abbracciar fratelli,
per costruir di nuovo quei fatti belli che, di antico bimbo
mai non vidi, se non in altra lontana terra, da emigrante !!!

Comunque sia andata (ormai) in questo giro, ne sò,
che nome mi dettero in consegna: "Edoardo Grecò ",
lo porterò con orgoglio pure in essenza
o se di ritorno ne farò per vita eterna !!!

Edoardo Grecò
artegreco@alice.it




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26 gennaio 2006
Di Gen, splendido poeta: "Cerco la quiete".
Sotto il peso delle nubi
cerco la quiete.

Così al calar della sera nella sua ombra
m’afferro ai miei sogni
ma quando a te lo sguardo volgo
andar via ti vedo
restando così perduto
nella paura del  silenzio.

Anche se -t' amo- urlar  vorresti
a te cuor mio ribellarmi devo.
Non resta quindi che al vento
affidar l’ingenua fantasia
ed aspettar la luce
perchè strattonando
al mio risveglio conduca.



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23 gennaio 2006
Di Edoardo Grecò. "Lo mondo d' Omo"
"Lo mondo d' Omo"
Di sfacciato,
lo mondo e l' Omo
ne avanza in chiesta,
ma non si chiede di mai
quanto poi ne costa
lo ottener d'impiccio.
Stufo ne scanso
l' Omo di scarpa lorda
che pesta lo mio fiore di assai in profumo,
mentre di crescita ne fa
e dà buon seme.
Sfacciato l' Omo
allorda la mia terra.
Ingordo l' Omo
divora lo Umano mondo;
per questo,
non ne faccio parte in risma.
Rinascerò
di rabbia in belva,
per far di mio pasto
li meschini
"OMI"
!!!




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23 gennaio 2006
Vaticano, copyright su parole Papa

No comment!!!

Vaticano, copyright su parole Papa
Decreto del Cardinale Sodano sul diritto d'autore
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN - Qualunque testo che ha per autore il
Papa o un qualsiasi dicastero della Santa Sede d'ora in poi e' protetto dal
copyright. Nessuna casa editrice potra' piu' pubblicare il testo di
un'enciclica e di un discorso papale senza previo contratto a pagamento con
la Libreria Editrice Vaticana (Lev). A stabilirlo e' un decreto firmato lo
scorso 31 maggio dal Segretario di Stato vaticano, cardinale Angelo Sodano.

Enciclica. Cappato e Galli: il Vaticano sceglie il copyright contro la
libera circolazione delle idee
Roma, 22 gennaio 2006
. Dichiarazione di Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca
Coscioni, e di Diego Galli, responsabile del sito internet di Radio Radicale

Le gerarchie vaticane hanno sempre combattuto la libera circolazione delle
idee e hanno sempre esercitato il massimo controllo sull'interpretazione
delle scritture. Proteggere i discorsi e le encicliche del Papa con il
copyright, come ha rivelato l'agenzia di stampa cattolica Adista, significa
non solo, come ha dichiarato Vittorio Messori oggi sulla Stampa, "far
aleggiare l'odore dei soldi intorno ai preti", ma soprattutto rafforzare il
controllo clericale sulla parola, sulla sua diffusione, sulla sua libera
interpretazione.

Non è un caso che proprio nel momento in cui le leggi sul copyright appaiono
restrittive e superate, in un mondo in cui la rivoluzione digitale libera l'informazione
e le opere dell'ingegno dalle costrizioni fisiche ed economiche del passato,
il Vaticano abbia scelto di ingabbiare i propri documenti sotto il diritto d'autore
tradizionale, invece che adottare le licenze Creative Commons, che
garantiscono l'autore senza impoverire il carattere pubblico e libero della
conoscenza.

Mentre molti editori e autori, pubblicazioni scientifiche, mezzi di
inforazione come la BBC e Radio Radicale, adottano le licenze Creative
Commons proprio per favorire la massima circolazione e l'utilizzo creativo
dei propri archivi e delle proprie opere, il Vaticano impedisce a giornali
ed editori, anche cattolici, di pubblicare le parole del Papa.

Come si legge sul blog "Notiziole di .Mau." (
http://xmau.com/notiziole): "un
fedele non ha la possibilità di sapere cose che indubbiamente lo riguardano,
se non pagando 'un diritto' a chi glielo deve dire: quasi meglio della
simonia".




permalink | inviato da il 23/1/2006 alle 15:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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